| Un posto tra i Giusti per Anna Politkovskaya | | Stampa | |
| Martedì 13 Novembre 2007 22:32 |
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Con una mozione
presentata ieri in consiglio comunale, il vice presidente Davide Corritore ha chiesto al sindaco che venga dedicato un albero nei giardino dei Giusti di Milano ad Anna *Politkovskaya*, la giornalista russa assassinata a Mosca nell'ottobre dello scorso anno. La mozione è stata firmata da tutti i rappresentanti del centro sinistra e del centrodestra. Di seguito il testo integrale della mozione con i sottoscrittori.
AL SINDACO DI MILANO, *LETIZIA MORATTI* AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MILANO, *MANFREDI PALMERI* Anna Politkovskaja era una coraggiosa giornalista russa che è stata uccisa nell’ascensore della sua casa di Mosca il 7 ottobre del 2006. Anna era conosciuta in Russia come nel resto del mondo per il suo modo di affrontare le vicende che seguiva, con rigore professionale ma anche con grande passione. Era stata inviata (dal suo giornale indipendente, la /Novaja Gazeta/) decine di volte in quella terra sfortunata che è il Caucaso e soprattutto in Cecenia dove aveva denunciato (per averli visti o grazie ai suoi ottimi rapporti con fonti primarie) i crimini commessi dall’esercito russo. Non ha mai giustificato il terrorismo ceceno e ha sempre invitato le due parti a dialogare, unico strumento possibile per arrivare a una soluzione pacifica del conflitto. La Politkovskaja questa sua fiducia nel dialogo l’aveva anche esercitata in prima persona facendo da mediatrice durante il sequestro degli spettatori del teatro Dubrovka di Mosca, conclusosi poi - suo malgrado - con la morte di 200 tra terroristi e civili per l’uso da parte delle forze speciali russe di un misterioso gas. Anna aveva cercato anche di mediare durante il drammatico sequestro nella scuola di Beslan, ma si era sentita male in volo mentre si recava in Ossezia, forse avvelenata. Anna aveva organizzato un convoglio per far fuggire da Grozny bombardata 89 anziani che erano stati abbandonati in un ospizio. Anna aveva martellato con articoli e inchieste fino a ottenere la condanna da parte di un tribunale russo di Yuri Budanov colpevole di aver rapito, violentato e ucciso una ragazza cecena di appena 18 anni. Il colonnello è stato successivamente amnistiato. Anna a Mosca non era molto amata. Era considerata troppo tenera coi ceceni. Non era dei “nostri”, ossia degli amici del presidente Putin. All’estero invece era molto apprezzata tanto da aver vinto il /Global Award for Human Rights Journalism /di/ Amnesty International /(2001), il /Freedom to Write Award /del PEN (2002), il /Courage in Journalism Award (2002), /il/ Premio Olof Palme (2004), /il Premio per la Libertà e il futuro dei media/ /del/ Media City Leipzig/ (2005) e l’/ International Journalism Award (2006)./ Come ha scritto Andrè Glucksmann: “Sensibile al dolore degli oppressi, incorruttibile, glaciale di fronte alle nostre compromissioni, Anna è stata, ed è ancora, un modello di riferimento. Ben oltre i riconoscimenti, i quattrini, la carriera: la sua era sete di verità, e fuoco indomabile.” A questa donna, a questa giornalista, i sottoscritti chiedono venga dedicato un albero nei giardino dei Giusti di Milano. Perché di fronte al male si può sempre dire un sì o un no. Per aderire: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Filippo Ajello, impiegato Natasha Aleksandrov, studentessa Antonella Baccaro, giornalista Luciano Belli Paci, avvocato Antonio Bisignano, studente Facolta' di Scienze politiche Milano Pietro Borgo, giornalista pubblicista Alberto Angelo Alfredo Bruno, Presidente Provinciale di Milano della Croce Rossa Italiana Anna Caizzi, pensionata Orlando Amedeo Cangià, pensionato Romolo Cappola Carlo Castriota, giornalista Mirella Cavarocchi Giovanni Cinà, studente dell'Università Statale di Milano Fiorello Cortiana Assunta D'Amore,consulente Luisella Giovanna Daziano, giornalista Rolando Degasperi Elisabetta Denti, ex commessa, pensionata. Roberto Di Gloria, impiegato Massimiliano Di Pasquale, giornalista freelance Micaela Di Pasquale, medico Mario Donati, operaio Elena Failla, educatrice Alessandra Ferretti, ricercatrice Fabio Fimiani, giornalista Andrea Franco, studente. Lorenzo Frigerio giornalista e ricercatore, Ufficio presidenza Libera Paola Galbiati, impiegata Luka Lisjak Gabrijelčič, studente presso la Central European University (Budapest) Claudio Godani, insegnante Federica Lozej, operatrice ONG (CeLIM Milano) Anna Lucarelli, insegnante in scuole statali di I grado Chiara Macconi, Centro PEN della Svizzera italiana Antonella Matronola, avvocato Maurizio Merletti, libero professionista, grafico. Maria Elena Murdaca Gabriele Nissim, scrittore e saggista Daniela Padoan, scrittrice Giambattista Pera Alberto Popi, ex artigiano, pensionato. Mariella Principato, docente filosofia Andrea Riscassi, giornalista, inviato Rai Claudia Rotta Carla Serra Silvia Serra Anna Tiscio Gloria Tomasini, medico Giovanna Tomassucci, docente Università di Pisa Alberto Tronchin, studente di Storia Giovanna Vida Stefano Zanin Francesca Zingrillo, insegnante |