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Martedì 17 Luglio 2007 06:45 |
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“Se non si fa scandalo, non c’è comunicazione”. E’ il motto dello Sgarbi-pensiero, ripetuto in un’intervista di pochi giorni fa e ricordato da Sgarbi ogni qualvolta a Milano si profila una polemica che lo vede coinvolto. E’ un motto che interpreta alla perfezione l’anima della società della comunicazione: stupire per conquistare l’attenzione e per essere ricordati. Ed è un motto che a Milano sta purtroppo conquistando proseliti sgraditissimi al mondo dell’arte e dunque a Sgarbi stesso che è assessore in materia.
Che dire infatti di coloro che hanno impresso, con un bomboletta spray, una W tra le gambe di una meravigliosa donna in bronzo di Botero in Piazza delle Scala? Probabilmente anche questi sfregiatori volevano stupire e suscitare scalpore. E ce l’hanno fatta, considerando l’attenzione mediatica suscitata e la fila di giapponesi che si fanno fotografare davanti alla statua deturpata. E forse cercavano stupore anche coloro che hanno rimosso, incendiato o rovinato decine di mucche d’arte in vetroresina collocate nelle vie della città nelle settimane della celebre rassegna internazionale Cow Parade. Nella lunga storia della rassegna, che ha toccato le più grandi città del mondo, nessuno si era mai permesso di provocare il minimo graffio alle opere d’arte. A Milano, invece, è partita già nei primi giorni la caccia allo sfregio. Alla luce di quanto sta avvenendo, il motto di Sgarbi è in fondo un invito a non sorprenderci troppo per ciò che sta avvenendo. Infatti, se c’è un assessore che vuole sempre stupire, perché stupirci se c’è qualcuno che vuole stupire più di lui?
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