Il kit delle parole? | Stampa |
Martedì 22 Maggio 2007 06:09
Come reagiranno le 34 .000 famiglie milanesi che riceveranno dal Comune l’offerta gratuita di un kit che registra i residui di droghe nelle urine dei propri figli 13/16enni? Il quesito è stato oggetto di due focus group paralleli, composti da genitori e ragazzi a cui è stato chiesto di immaginare le possibili reazioni.Tra i genitori, diffuse incertezze: il timore di mettere in discussione i figli senza motivo (“e sei poi non si trova niente, cosa gli dico?”), il timore di scoprire qualcosa senza poterne capire i confini (“spinello occasionale o quotidiano?”) , il non sapere cosa fare in caso di bisogno (“chi mi dice a chi affidarmi?”). E accanto alle incertezze dei genitori, le reazioni dei figli: le ribellioni apodittiche (“mi rifiuterei per principio, non voglio fare ridere i miei amici”), le furbizie di scopo (“se avessi fumato rifiuterei la prova accusando i miei genitori di non fidarsi di me, oppure mi farei prestare la pipì da un amico”), la rabbia per essere stati messi in discussione dai genitori senza ragione (“gliela farei pagare per sempre”). La sensazione che si trae da tutto ciò è che alla fine, tra ansie e litigate, i kit ritirati saranno un infinitesimo delle parole spese sul tema da chi li ha proposti. E se sarà un flop si può immaginare all’orizzonte una nuova tonnellata di dichiarazioni mediatiche, questa volta sull’irresponsabilità delle famiglie. L’importante, in politica, è avere sempre qualcosa da dire.
 
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