| Dalla ronda alla fronda, parabola di furbizia leghista | | Stampa | |
| Martedì 10 Aprile 2007 23:30 |
| Incuneandosi nelle insicurezze evocate dalla reclamizzata fiaccolata di Letizia Moratti il funambolico leghista Matteo Salvini annunciava l’avvio di ronde leghiste nei campi rom di Milano, con l’immediato effetto di riempire le pagine dei giornali e vedere accorrere alla prima tappa diverse decine di cronisti e cameramen. Paradossale la scena che si è presentata ai presenti: i leghisti (meno di venti) erano in misura clamorosamente inferiore rispetto alla flotta di giornalisti, e la minaccia di girare i campi a caccia di prove di illegalità si è rivelata una tranquilla passeggiata condita da scambi simpatici di battute con i rom. Ma l’onda anti-nomadi aveva già seminato i suoi effetti, e le foto dei rondisti-passeggiatori hanno inondato notiziari e organi di stampa nazionali e locali per diversi giorni. Dunque i leghisti, con una passeggiata di soli venti militanti, sono riusciti nell’intento di farsi immortalare e ricordare quali portavoce della paura anti-immigratoria che aveva aiutato la coalizione a portare in piazza 15.000 persone accanto a Letizia Moratti. Non male dal punto di vista dell’opportunismo leghista, soprattutto alla luce dell’inaspettata fronda annunciata a seguire: la Lega schiererà a maggio propri candidati Sindaci nei comuni nell’hinterland milanese. Con tanti ringraziamenti a Letizia&Silvio per il clamore e il calore della fiaccolata… |