Il sindaco manager ha deluso a destra tocca a noi inventare un´alternativa | Stampa |
Domenica 12 Luglio 2009 14:50
Da Repubblica del 12/7/2009 intervista di Alessia Gallione: I suoi errori sono tanti, l´inefficienza si vede nelle periferie e nelle misure antitraffico. Ma non possiamo fare la campagna del 2011 solo sugli sbagli e affidarci al solito messia. Il giudizio che dà di tre anni di amministrazione Moratti è «severo». E il suo, sostiene Davide Corritore, vicepresidente Pd del consiglio comunale, sarebbe un parere condiviso da molti: «L´ultimissima rilevazione svolta dal "monitor Milano Swg", che misura l´opinione pubblica in città, dice che più del 60 per cento dei milanesi dà una valutazione negativa sull´operato del sindaco. E nel centrodestra sono ben quattro elettori su dieci a pensarla così». Questa bocciatura riguarda solo Letizia Moratti o l´intera giunta comunale? «L´operato dell´amministrazione viene considerato insoddisfacente dal 55 per cento. La considerazione negativa, quindi, è più marcata per il sindaco che per la sua squadra. Credo che questi dati riflettano la delusione delle aspettative che accompagnarono l´elezione di Letizia Moratti: a lei, molti milanesi associavano la speranza di una gestione efficiente, manageriale e slegata dai partiti della città e delle sue risorse». E invece cosa è successo? «Milano è una città pragmatica e capace di valutare, al di là dell´ideologia, le cose fatte e non fatte rispetto a quello promesse. I risultati, allo stato attuale, sono sotto gli occhi di tutti. Quanti dei 100 progetti presentati in campagna elettorale sono stati realizzati? Una percentuale minima. Poi c´è anche la valutazione delle vicende emerse in questi tre anni, dalla Zincar ai derivati passando per le consulenze e la gestione della macchina comunale». Possibile che Letizia Moratti abbia deluso ogni aspettativa? «Il sindaco aveva dato l´idea di una prospettiva di apertura della città dopo anni di amministrazione di condominio. Questa era l´aspettativa maggiore: una visione capace di far uscire Milano dal recinto ristretto in cui era chiusa. Oggi riscontriamo che poco è cambiato: dal degrado all´attenzione verso le periferie, dalla mobilità alla gestione dei problemi che in città si trasforma sempre in quella delle emergenze». Eppure con Expo Milano dovrebbe essersi aperta al mondo. «La candidatura fu una notevole intuizione del sindaco, largamente colta dal centrosinistra nazionale e locale. Ma proprio la conquista dell´Esposizione si è trasformata in un altro elemento di critica della città, che ha dovuto assistere a un valzer di conflitti di potere. I prossimi mesi saranno importanti per vedere se Moratti avrà intenzione di tornare a una conduzione condivisa. Noi siamo pronti a giocare la nostra parte». Dopo le Provinciali, la Lega ha avvertito: «Nel 2011 rischiamo di perdere». Come vede la sfida per le Comunali? «Difficile, ma non impossibile: il centrosinistra deve spostare 15mila voti. Ma la corsa deve iniziare subito a cominciare dai contenuti, da un grande lavoro collettivo con centinaia di persone attive soprattutto nei quartieri popolari, da una visione moderna della città che non può risolversi solo con l´appartenenza politica e le critiche al sindaco. Il 2011 sarà l´anno del giudizio, ma sarebbe sbagliato pensare che gli errori del centrodestra debbano essere l´oggetto principale della campagna. Dobbiamo presentare un´alternativa concreta di governo che disegni la nostra città del futuro. Vi vuole un respiro innovativo e internazionale e una squadra di persone di esperienza amministrativa e professionale. Troppo spesso, in passato, ci siamo affidati a un messia». Questo cosa vuol dire, che non sarà importante il candidato? «Il candidato è sempre importante, ma la complessità dei problemi della città è tale che solo un´ottima squadra può governarla. Credo più ai direttori d´orchestra che ai monocrati solipsistici. Questo è stato un altro degli sbagli di Letizia Moratti: una visione troppo accentrata del governo della città».
 
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