|
Martedì 03 Aprile 2007 09:55 |
|
ome avviene talvolta nella vita delle persone che si lasciano dopo avere gioito e sofferto insieme per anni, anche nella separazioni politiche le parole sui perché dell’addio sfumano di fronte al linguaggio più raccolto dei simboli e dei saluti definitivi. Si percepiva questo contorno emotivo nel teatro del Congresso milanese dei DS conclusosi sabato, un congresso che ha avviato i primi passi del Partito Democratico e gli ultimi passi di chi andrà per un’altra strada. Diversi i segni del raccoglimento: assenza inusuale di musiche all’inizio e alla fine dei lavori, applausi contenuti in sala, un foyer animato da poche discussioni per una scissione considerata irreversibile. Sul palco, scambi emotivi tra chi andrà e chi rimarrà: Ornella Piloni salutava con un bacio affettuoso la sua ex compagna di giunta Marilena Adamo, poco prima che Chiara Cremonesi (in via di uscita) chiudesse il suo intervento con un saluto intenso ai compagni che rimanevano.
E non sono mancati occhi velati in platea, a ricordare un congresso in cui il dispiacere di chi si lascia ha avuto in alcuni momenti il sopravvento sul trasporto emotivo per le ragioni della separazione. A Milano si è assistito in fondo a fotogrammi di grande nobiltà della politica: concepita ancora da molti militanti come una questione di cuore in una comunità di relazioni.
|