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Martedì 27 Marzo 2007 09:57 |
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“Non vogliamo che ci parlino i partiti, vogliamo che ci parli il nostro Sindaco”. Così l’organizzatore della manifestazione milanese sulla sicurezza sintetizzava giorni fa il sentitissimo desiderio che il 26 marzo nessun esponente politico prendesse la parola o salisse sul palco insieme a Letizia Moratti. Dunque forze politiche esplicitamente alla gogna nei territori milanesi di centro destra, al punto da decidere di confinare sul selciato della piazza anche il suo leader Silvio Berlusconi. Nel giorno in cui la diffidenza anti-partitica imponeva nel centrodestra il suo dominio, un quotidiano milanese citava le dichiarazioni raccolte tra alcuni esponenti dei comitati organizzatori della contro iniziativa di centro sinistra: “I partiti possono stare a casa, non chiediamo la loro adesione.
Bandiere e simboli di partito non ci devono essere”. Dunque opposta collocazione ma identico linguaggio e diffidenza, tratti che nessuna forza politica ha messo realmente in discussione accettando una posizione di retroguardia nella gestione delle due piazze. In fondo il dato saliente della giornata di ieri è proprio questo: a Milano la fiducia dei partiti verso se stessi è così fragile da convincerli ad apparire comprimari di chi diffida di loro. Per di più su un tema così sentito come la sicurezza.
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