| Il sindaco dovrà decidere se unirsi a noi | | Stampa | |
| Lunedì 30 Giugno 2008 23:57 |
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«Se le banche verranno processate, il sindaco dovrà decidere se unirsi a noi nella costituzione di parte civile». Chiede al sindaco di costituirsi parte civile in caso di rinvio a giudizio delle banche per i derivati del Comune. Ma chiede anche di fare chiarezza sulle responsabilità del Comune e della stessa Moratti nella vicenda derivati. Davide Corritore, consigliere Pd, il sindaco ha detto che sulla vicenda derivati, maggioranza e opposizione stanno dalla stessa parte. È vero? «Sono contento che il sindaco riconosca lo sforzo del Pd per trovare una soluzione all'emergenza derivati. Ora bisognerà recuperare questo tempo prezioso». Può monetizzare questo tempo prezioso? «Abbiamo sollevato il problema derivati 8 mesi fa, quando il valore delle perdite era di 120 milioni di euro. Oggi sono diventati 300, pari a 500 euro per famiglia. Per suscitare l'attenzione necessaria c'è stato bisogno della Corte dei Conti e del nostro esposto». Collaborerete con il sindaco? «Il nostro è un profilo molto preciso. Una sinistra riformista che non solo denuncia i problemi, ma cerca di trovare e proporre delle soluzioni. Il problema è capire se sindaco e giunta vorranno continuare a collaborare con noi». «Perché si apriranno scenari in cui bisognerà prendere decisioni di una certa rilevanza e che avranno effetti importanti. Se le 4 banche verranno rinviate a giudizio, il sindaco dovrà decidere se unirsi a noi nella costituzione di parte civile per Perché? ottenere il risarcimento delle commissioni occulte pari a 100 milioni di euro. Poi si aprirà anche il tema dell'impugnazione dei contratti per annullare i 300 milioni di perdite. Una scelta di rilevanza nazionale con una ricaduta molto ampia: perché se riuscissimo a impugnare i contratti sarebbe un precedente per tutti i comuni che hanno sofferenze tra gli 8 e i 10 miliardi di euro ». Responsabilità da parte del Comune? «Non siamo un partito giustizialista ma non possiamo rinunciare a cercare la verità su quanto è accaduto. Ci auguriamo che ci sia la disponibilità di rispondere alle domande. Come è potuto accadere che il Comune di Milano assumesse un rischio finanziario di tali dimensioni senza che il Consiglio ne sapesse nulla e senza uno straccio di documentazione ufficiale? E questo processo di ricostruzione della verità non riguarda solo il passato, in quanto la metà delle ristrutturazioni del debito sono state effettuate negli ultimi due anni. E la delega delle finanze era in mano al sindaco ». da Corriere della Sera intervista di Maurizio Giannattasio
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